Pagine

Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
Iscriviti alla newsletter di Caffè Letterario sul sito http://www.aladoro.it/

giovedì 24 maggio 2012

"Voglio tornare al Caffè Letterario" di ELEONORA MAZZONI


Eleonora Mazzoni è stata ospite di Caffè Letterario lunedì 21 maggio per presentare il suo romanzo "Le difettose" edito da Einaudi.

Sono arrivata alle 19.30 per la (meravigliosiosa) cena all'Hotel Ala D'Oro (meravigliosi i cappellacci alla cicoria), pensando: "Chi potrà mai venire in una piccola città di provincia, per giunta di lunedì sera (quando in TV mettono le serie di punta perchè il lunedì la gente se ne sta a casa), ad ascoltare la presentazione di un romanzo d'esordio?". Invece ho trovato un gruppo folto, eterogeneo e soprattutto appassionato da far invidia a una metropoli europea. E degli organizzatori intelligenti e simpatici che hanno giustificato i cinquanta incontri l'anno con un: "Sai, noi ci divertiamo". Voglio tornare al Caffè Letterario. Subito.
Eleonora Mazzoni

mercoledì 23 maggio 2012

Lunedì 28 maggio - ERALDO BALDINI e NORINO CANI a Caffè Letterario


Lunedì 28 maggio, alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro di Lugo, incontro di Caffè Letterario dedicato alla storia con il libro di Eraldo Baldini, Norino Cani e Pietro Compagni, “Pasqua di sangue. La battaglia di Ravenna. 11 aprile 1512” edito da Longo editore. A Marco Sangiorgi il compito di introdurre la serata che terminerà come di consueto con il brindisi finale con i vini in degustazione.

La minuziosa ricostruzione della Battaglia ad opera di Norino Cani che, riunendoli per la prima volta insieme in una grande galleria, traccia i profili di quasi 500 protagonisti e le tavole di Pietro Compagni fanno di questo volume un libro diverso dagli altri che si sono occupati di quell'evento. Quella maledetta Pasqua di sangue del 1512 mostrava il nuovo, terribile volto della guerra, che non vedeva più, tra cavalieri avversari, uno colpirne orgogliosamente un altro con lancia e spada, ma l'anonima palla dell'archibugio di un qualsiasi sconosciuto tiratore senza aspirazioni di gloria, semplice comparsa fra migliaia e migliaia di fanti, contrapposti a pochi, eletti, protagonisti d'alto rango. La guerra non sarebbe stata più la stessa. Una carneficina senza uguali in entrambe le fazioni, una catastrofe anche per i cosiddetti vincitori che persero, insieme ai loro migliori cavalieri, il comandante dell'Armata, Gaston de Foix. La vendetta francese, cieca e disumana, sulla città messa a sacco e violentata per giorni e giorni, provocò effetti impressionanti nell'immaginario collettivo. Se la battaglia impressionò i ravennati che, direttamente, non furono coinvolti più di tanto nei combattimenti, ben più tragiche e immediate furono le conseguenze del sacco. La memoria popolare di quegli eventi assunse, col tempo, quei toni sempre più leggendari, come la storia del mostro.

Eraldo Baldini è nato e vive a Ravenna. Studioso di storia ed antropologia culturale, oltre che narratore affermato a livello internazionale, ha pubblicato numerosi saggi,romanzi e racconti presso i principali editori italiani ed europei.
Norino Cani, nato a Massa Lombarda, da più di un quarantennio si occupa di ricerche storico archeologiche nel territorio della Bassa Romagna. Ha al suo attivo oltre 120 tra monografie e interventi apparsi su riviste specializzate.
Pietro Compagni, nato a San Godenzo (FI), già docente di discipline artistiche, pittore e grafico è ricercatore storico, collabora con Ufficio Storico e Rivista Militare dello Stato Maggiore Esercito come esperto ed illustratore di uniformi e del tricolore.

Mercoledì 30 maggio - "Napoli, inferno e paradiso" serata conviviale-musicale


Mercoledì 30 maggio, alle ore 20.30, nel Ristorante dell’Hotel Ala d’Oro, ultimo appuntamento del mese per Caffè Letterario con un incontro conviviale/musicale. “Napoli, inferno e paradiso” questo  il titolo di questa serata dedicata alla città partenopea, alle sue bellissime canzoni, affidate alla splendida voce di Agata Leanza e alla chitarra di un napoletano doc come Lello Becchimanzi; ma anche alla poesia segreta, erotica e volgare che i grandi poeti, librettisti, canzonieri della Napoli di una volta sussurravano nei bordelli, nelle cene fra amici, di notte. Versi che sono stati raccolti dallo scrittore Angelo Manna  in una antologia poetica dal titolo “L’inferno della poesia napoletana. 

La cena sarà a buffet con un menù tutto partenopeo…

Aperitivo
Maccarune alla puttanesca
Gnocchi alla sorrentina
O’ cuniglio all’ischitana
A pizza che frijarielli e sasiccia
A capresa
O’ babbà ca crema e limone
O’ cafè
Vini della Campania
€. 25,00 per persona bevande incluse
(Prenotazione obbligatoria – Tel. 054522388 – 3296817175)

Mercoledì 30 maggio - "La tavolozza di Ubu" di CARMINE DELLA CORTE


Mercoledì 30 maggio alle ore 18,00 all’Hotel Ala d’Oro di Lugo inaugurazione della mostra pittorica “La tavolozza di Ubu” di Carmine della Corte.

"Digerite questa!"   (di Ivano Nanni)
Provate a guardare la pancia di quel buffo ometto che risponde al nome di Ubu, un re davvero improbabile con al centro della pancia una girandola, un vortice ombelicale, o rotatoria vertiginosa e ammaliante che a guardarla un po' di più ti gira il boccino e non capisci più niente; è tutto concentrato lì, partendo da quel punto si può anche dire che questa cosa della Patafisica è intrigante perché più che un fenomeno intelllettivo è di gran lunga un fenomeno digestivo. Perciò viene da dire che le cose patafische che possono essere come queste, dei disegni o dei collage, ma anche delle poesie e tantissimi scritti, sono tanti ritagli che messi insieme fanno dei curiosi ingarbugli dove chi si orienta è bravo. E tutte queste cose non devono essere spiegate, a parte che ci può essere chi le spiega, ma è un impegno arduo farlo, non possono essere spiegate come fossero macchine utensili con il loro bravo libretto di istruzioni, tanto non serve a niente perché magari leggere il libretto imbroglierebbe ancora di più tutta la materia, e allora diventerebbe davvero divertente rimanere in mezzo come Dante nella selva oscura, anche se qualcuno si spaventerebbe. Dunque, non tanto per finire il discorso, perché con le cose patafisiche il discorso si può dire che non è mai finito anche perché non è mai davvero iniziato, si può dire che è sempre tutto sul piatto che gira e rigira suonando una canzone sempre diversa, ma se uno volesse spiegare certe cose, come queste cose strane allora potrebbe dire certamente sembrando un folle, che queste cose sono apriscatole, vale a dire specie di grimaldelli grafici, iperboli che non nasçono da una ponderata digestione di libri e libracci, ma da una improvvisa esigenza di curarsi una malattia. Queste cose sono estemporanee misure di prevenzione contro la depressione, sono una personale cura contro la malattia del sonno e dello stato vegetativo contro il quale ognuno lotta come può, e chi può disegnare lo fa, e tutto questo sarebbe una buona scuola per tutti. Perchè è davvero strano che siano ancora poche le persone che non partono per una loro personale avventura dentro a un fatto che gli è capitato, e qualunque cosa può andare bene per iniziare senza sperare di arrivare in fondo o di dire delle cose epocali che fanno tremare il mondo. Si tratta di maneggiare certe matasse di materiali eterogenei, come può essere lo scarto che gli altri fanno, qualcuno potrebbe dire l'immondizia, e questo può anche essere un'opportunità di riciclaggio etico di residui, e tutta questa marginalità materiale potrebbe diventare una nuova cosa tutta originale, e non la chiamo "Opera" perché già questa è una convenzione che scatta quando critici e artisti, ma specie i critici si mettono d'accordo su cosa chiamare opera e cosa non chiamare opera, e allora la cosa migliore da fare è lasciare tutto nell'indistinto e chiamare come si chiama quello che non ha nome certo, appunto una cosa. In ogni caso se proprio vogliamo essere critici, cioè fare i critici e dare dei nomi a delle cose che non si capiscono bene, cioè a tutta questa cosa ingarbugliata, qualcuno potrebbe chiamare tutto l'evento patafisico, tanto per fare il saputo, un imbriguglio, qualcosa di ibrido tra l'imbroglio e l'inghippo, la guglia, il picco, e l'imbrago, qualcosa che insieme non ci sta, eppure si trova anche e soprattuto casualmente, perché in queste ingrugli di cose patafisiche la casualità è il centro di tutta la matassa che altrimenti non si spiega se non con il gioco delle coincidenze divergenti, (quante cose abbiamo imparato dalla poltica). Tutta questa “improvvisata", è tutto l'evento patafisico che è spontaneo e digestivo, cioè avviene che dopo aver mangiato molta roba e della più diversa facendo una pancia enorme di ogni cosa, allora tutto quello che eccede, vale a dire l'eccedenza, è il garbuglio che nasce dalle cose che premono dentro per venire fuori, ed escono nelle circostanze più insolite e nelle forme più strane e imprevedibili come collages, come scarti e ritagli, come roba che andrebbe buttata al macero e invece viene adottata come si fa con i figli degli altri che sono stati dimenticati e queste cose diventano altre cose che diventano altre cose, e via cosi in un giro o girandola continua di scarti e riciclaggi di cose, finché qualcuno non si stanca e butta tutto al macero compreso questo articolo scritto sulle cose che vanno al macero. Perché tutto perde consistenza eccetto “la merdre" che pensa al mondo e lo fa a sua immagine e somiglianza, che all'inizio ha una sua consistenza e poi lentamente per via della quantità che è molta, tutta quella roba si squaglia e diventa una roba inguardabile, un fango, una minaccia, una profezia di annientamento. E tuttavia nelle cose patafische dove il gusto per il disorientamento è lampante, dove tutte le bussole impazziscono il Pellegrino statico, l'inerte bradipo delle consulenze impossibili, parte per il suo viaggio con una valigia che non ha nessuna ragione di esistere come valigia, come utensile non serve, è solo un appendice delle sue carte bislacche da giocare appena può, un gran mucchio di carte e disegni e ritagli è tutta una ratatouille, o fricandò di immagini e tra le pieghe e dentro alla giduglia del folle Ubu, che sta nelle carte e nei disegni, ci sta anche chi quei disegni ha disegnato.
Il compagno Jarry

"E' stato bello tornare da voi..." di ANTONIA ARSLAN


La scrittrice Antonia Arslan è stata ospite di Caffè Letterario l'11 aprile scorso quando ha presentato il suo ultimo romanzo "Il libro di Mush.

New York, 15 maggio 2012
E’ stato bello tornare da voi, cari amici. Ci pensavo proprio l’altro giorno, volando fin qui da Venezia.
Prima di tutto, ho apprezzato moltissimo il calore della vostra accoglienza e il piacere di entrare in un gruppo così attento e intelligente nelle scelte; poi anche l’altro sottile piacere di ritornare all’Ala d’Oro, un “ostello di delizie” che avevo molto gradito già anni fa, quando venni da voi con Antonio Boschetti, caro amico mprovvisamente scomparso poco prima dell’uscita della Strada di Smirne, il mio secondo romanzo, per cui avevamo fatto molti progetti.Ci si sente a casa, da voi. E come dimenticare il discorso sulle letture di poesia, che abbiamo fatto con intenso entusiasmo nel tragitto da Imola a Lugo? Ci si sentiva fratelli, in quel momento…E poi l’occasione di stare con Anna Folli, collega “unica” - da sempre - ma soprattutto amica carissima, è stata una ciliegina speciale su una torta  appetitosa, come le belle fotografie e il video su Youtube, che sto mostrando agli amici armeni di qui. Con affettuosa stima, a presto.
Antonia Arslan


martedì 22 maggio 2012

La serata con ELEONORA MAZZONI


Ecco le immagini della serata di lunedì scorso con Eleonora Mazzoni che ha presentato il suo libro d’esordio “Le difettose” edito da Einaudi. La serata è stata condotta dalla curatrice di Caffè Letterario Patrizia Randi in collaborazione con la Dottoressa Valeria Rambelli del reparto di Ginecologia dell’ospedale di Lugo.  “Le difettose” è la storia di una donna alle prese con il desiderio di maternità e che per questa ragione intraprende l’accidentato percorso della fecondazione assistita. Lungo il cammino, si confronterà con altre donne come lei “difettose”, trovando conforto in due figure che la accompagneranno sempre: Seneca e nonna Rina.

“Seneca era uno che nel 60 d.C. diceva cose come: “Diventa padrone di te stesso” e “Il saggio non pone la sua felicità in potere altrui”. Minacciato da Caligola, esiliato da Claudio, messo a morte da Nerone, sapeva quanto poteva essere spietata la realtà. Carla, la protagonista del mio romanzo  è una donna che ha tutto ma non riesce a fare un figlio. Succede ormai a una su cinque. A causa dei troppi estrogeni nella carne, pare. Per via dello stress e dell’inquinamento. O del fatto che le donne, non essendo più la maternità l’unica loro possibilità di realizzazione, decidono di riprodursi tardi, dopo avere sistemato lavoro e carriera. Forse troppo tardi.”





venerdì 18 maggio 2012

Lunedì 21 maggio - ELEONORA MAZZONI a Caffè Letterario


Lunedì 21 maggio, alle ore 21.00, nella Sala conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, serata tutta al femminile per Caffè Letterario con la scrittrice e attrice Eleonora Mazzoni che presenterà il suo romanzo d’esordio “Le difettose” edito quest’anno da Einaudi. A introdurre la serata saranno la curatrice di Caffè Letterario Patrizia Randi e la Dott.sa Valeria Rambelli del reparto di Ginecologia dell’ospedale di Lugo. Al termine, come sempre, consueto brindisi con i vini in degustazione.
Ci sono figli cercati con un’ostinazione cristallina, perché il tarlo della loro assenza scava fino a occupare tutto lo spazio di una vita. Quando Carla comincia a frequentare il «reparto delle donne sbagliate», scopre un esercito allegro e disperato di donne «normali», vitalissime, che percorrono la strada della fecondazione artificiale come la loro personale via crucis. Un eccentrico gineceo, ma soprattutto una specie di grande famiglia, di rete carbonara invisibile a occhio nudo, che protegge e sostiene.
Carla ha quasi quarant’anni, un compagno praticamente perfetto, un lavoro stimolante e un certo fascino. Ma non riesce ad avere un figlio. E per una come lei, abituata a centrare l’obiettivo, il senso di fallimento brucia senza consumarsi. Perché l’ossessione della maternità si può affinare al punto da dare dipendenza. Le donne che Carla incontra quando tenta la fecondazione assistita stanno tutte in fila, mese dopo mese, per eseguire lo stesso rituale: gli ormoni, il pick-up, il transfer, l’attesa. Conoscono il proprio corpo e i suoi segnali con una precisione maniacale. Usano un oscuro gergo da iniziate. Perché loro non aspettano un bimbo, « fanno la cova», non rimangono incinte, « s’incicognano».
Nata a Forlì, Eleonora Mazzoni si è laureata a Bologna in Lettere moderne con il professor Ezio Raimondi e diplomata alla Scuola di Teatro diretta da Alessandra Galante Garrone, per poi trasferirsi a Roma e intraprendere la carriera di attrice. Interpreta molti ruoli in teatro, in televisione e al cinema, dove debutta nel 1996 con Citto Maselli in Cronache del terzo millennio. Con Maselli lavorerà anche ne Il compagno (1999). Recita poi, tra gli altri, in Tutta la conoscenza del mondo di Eros Puglielli (Festival di Berlino, 2001), Volevo solo dormirle addosso di Eugenio Cappuccio (Festival di Venezia, 2004) e L’uomo che verrà di Giorgio Diritti (Festival di Roma, 2009 e vincitore del David di Donatello come migliore film, 2010).